Ecografia delle anse intestinali

Che cos’è?

L’ecografia delle anse intestinali sfrutta gli ultrasuoni per studiare l’intestino, che comprende l’intestino tenue (piccolo intestino) e il colon (intestino crasso o grande intestino). L’espressione “anse intestinali” è evocativa del fatto che l’intestino, e in particolare il piccolo intestino (più mobile rispetto al colon), assume una posizione ripiegata e convoluta all’interno della cavità addominale, che ricorda le anse di un fiume. Durante l’esame il medico ecografista deve seguire idealmente il percorso del tubo digerente, muovendo la sonda lungo queste “anse”.

Ci sono dei rischi o delle controindicazioni?

L’ecografia delle anse intestinali è un esame sicuro e ripetibile, che non utilizza radiazioni. Per questo motivo è una tecnica molto utilizzata anche in ambito pediatrico. 

È alternativa alla colonscopia?

L’ecografia delle anse intestinali  non è un esame alternativo o sostitutivo della colonscopia, che è l’esame di riferimento per la diagnosi di molte patologie dell’intestino e in particolare dei polipi intestinali. L’ecografia, infatti, non consente una visualizzazione diretta della parete intestinale. Attraverso la colonscopia, inoltre, si possono eseguire biopsie e rimuovere i polipi intestinali di piccole dimensioni, pertanto si tratta di un esame sia diagnostico che terapeutico, mentre l’ecografia è solo un esame diagnostico. 

Che informazioni offre?

L’ecografia consente di valutare diversi aspetti dell’intestino che sono frequentemente alterati in corso di patologia.

  • Pareti intestinali. L’ecografia consente di valutare lo spessore, la stratificazione, la vascolarizzazione e l’elasticità delle pareti intestinali. Per esempio, nel caso di una malattia infiammatoria intestinale come il morbo di Crohn, il tratto colpito dall’infiammazione si presenta tipicamente ispessito, con perdita della regolare stratificazione, aumento della vascolarizzazione (perché è presente infiammazione) e della rigidità di parete.
  • Reperti periviscerali. Un altro vantaggio dell’ecografia è che, a differenza della colonscopia, consente di apprezzare anche reperti collaterali al di fuori dell’intestino, specie nella sua prossimità, come la presenza di linfonodi patologici o alterazioni del grasso viscerale, o
  • Raccolte o liquido libero. La presenza di raccolte adese o in prossimità dell’intestino possono presupporre una perforazione o un ascesso. La presenza di liquido all’interno della cavità addominale può orientare verso un’irritazione del peritoneo. 
  • Altri organi addominali. Infine, l’esame ecografico può essere esteso all’occorrenza allo studio degli altri organi addominali, qualora si sospetti un loro coinvolgimento nella malattia (vedi ecografia addome completo). 

Quali sono le indicazioni più comuni?

Come premesso, l’ecografia non è un esame sostitutivo della colonscopia, piuttosto riveste un ruolo complementare, specie per alcune indicazioni. 

Le indicazioni tipiche sono:

  1. diagnosi e monitoraggio dei pazienti con malattia infiammatoria intestinale (morbo di Crohn, colite ulcerosa)
  2. inquadramento del paziente con dolore addominale acuto/subacuto nel sospetto di diverticoli, appendicite, eccetera
  3. nel paziente pediatrico rappresenta un esame di prima linea per la diagnosi di svariate condizioni tra cui appendicite, ostruzione intestinale, invaginazione, adenomesenterite, eccetera
  4. inquadramento del paziente con dolore addominale cronico/ricorrente: l’esame può evidenziare la presenza di diverticolosi, segni di malattia infiammatoria cronica (es. morbo di Crohn), oppure di altri reperti che, per quanto estremamente aspecifici, possono suggerire un approfondimento del percorso diagnostico (celiachia, infezioni intestinali, eccetera).

Come ci si prepara?

E’ necessario il digiuno. 

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